Eging

Cos'è l'eging

L'eging è una tecnica giapponese per la pesca al calamaro e alla seppia con un'esca artificiale chiamata "egi". L'egi è un'esca colorata a forma di gambero o pesciolino con una fila di piccoli ami a corona nella parte inferiore. Il calamaro attacca l'egi avvolgendola con i tentacoli e si ferra sugli ami. La tecnica arriva dal Giappone e dalla Corea del Sud, oggi diffusa in tutto il mondo.

Quando e dove si utilizza

L'eging si pratica dalla riva, dai pontili o dalla barca in acque marine. Il momento migliore è la notte e il crepuscolo, quando il calamaro risale in superficie. Acque limpide, fondali rocciosi o misti e zone con alghe sono i punti preferiti. La stagione dipende dalla zona: solitamente autunno e primavera sono i periodi più produttivi.

Meccanica di base

L'egi viene lanciata e lasciata affondare alla profondità desiderata. Poi una serie di strappi decisi con la canna ("shakuri") solleva l'esca imitando un gambero spaventato. Durante la pausa l'egi plana verso il basso: in quel momento il calamaro attacca. La chiave è la corretta profondità di presentazione e il ritmo degli strappi.

Consigli
  • Toni neutri (gambero naturale) di giorno; colori accesi e fluorescenti di notte.
  • Controllate la tensione del filo durante la caduta: l'attacco avviene spesso proprio in quel momento.
  • La profondità di presentazione è critica: iniziate in superficie e scendete gradualmente fino al contatto.
  • Egi ad affondamento lento per acque basse, ad affondamento rapido per le grandi profondità.
  • Dopo la mangiata non ferrate con decisione: gli ami sono già nel mantello, recuperate lentamente.
Attrezzatura consigliata

Canne da eging specializzate, lunghezza 2,4–2,8 m, potenza 10–25 g o in unità #2–#3,5 (misura egi). Mulinelli 2500–3000. Trecciato PE 0,6–1,0, finale in fluorocarbon 0,3–0,4 mm. Egi misura #2–#3,5, di vari colori e velocità di affondamento.


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